venerdì 20 novembre 2015

Mi chiedo cosa sia la bellezza, cosa muove le nostre mani verso un fiore,le guance di di un bambino o sfiorare i capelli di una persona amata. No. Non voglio risposte. Voglio solo quella sensazione che ti afferra il cuore fino a rallentarlo e in quell'istante, sospeso tra la vita e la morte capisci che vivi solo per quello. Così sei tu, oltre il tempo e le cose,oltre il passato ed il futuro. Non so come chiamarlo. Mi basta sentirlo per sentirmi vivo.

domenica 30 agosto 2015

Adesso
In questo tempo in cui l’olio dell’indifferenza ci fa scivolare uno sull’altro
E davanti non c’è sempre il migliore ma il più ladro, il più cattivo, il più scaltro
In questo tempo di verità massacrate e di bugie adorate come il solo ed unico Dio
In questo tempo che secondo dopo secondo non è più tuo, neanche il mio
ti scrivo, graffiando una ad una le parole dalla parete del silenzio
Sfiorando il tuo corpo e adorandolo in ginocchio come un tempio
Ed aspettando il tuo respiro per prendere fiato e ricominciare
In questo tempo che ho dato tutto ciò che sapevo di poter dare
ti scrivo, liberando ogni parola dalla catena dell’amore
Perché vadano libere, trasparenti senza suono o un inutile colore
Così che sia difficile trovarle, fermarle, trasformarle in menzogna
In questo tempo in cui ci spogliamo in casa e nell’anima senza vergogna
di ogni nostro prezioso pensiero, anche dell’ultimo doloroso segreto
E giriamo, andiamo e attraversiamo i muri come uno spettro
Che non spaventa più nessuno - bruciando dentro - senza fumo
mentre nelle strade del nostro corpo il sangue è solo un pugno di fango
e tu, tu sei la sola per cui piango
in questo interminabile presente, la sola per la quale mi arrendo
L’unica dalla quale non mi nascondo, la sola arma da cui non mi difendo
Ora che non c’è un uscita, non c’è un ingresso
Soltanto per dirti che non ti amo ieri, ne domani
Ma che ti amo
Adesso.

mpl

tutti i diritti riservati, C TM by MPL 2015

mercoledì 14 gennaio 2015


Vanni Bisson, un eroe sardo

Tra qualche giorno sarà Sant’Antonio, il santo del fuoco e la Sardegna accenderà il falò per ricordare quel piccolo uomo che rubò il fuoco al Diavolo per darlo al freddo degli uomini.
Quel fuoco Vanni, quel fuoco tu lo hai preso tra le mani e donato alla tua gente perché non andasse perduto. Tu ed i tuoi compagni di quel giorno d’estate, siete scesi nell’inferno per dire ad ogni demone che nessuno avrebbe mai spento la civile ed onesta fiamma che arde in ogni Uomo.
Poco importa che fosse un giorno di fine luglio, perché per gli uomini come te, le stagioni si annullano e nella sofferenza, nel dolore, nel bisogno, è sempre inverno e tutti avevano ed hanno, oggi, come sempre, il sacrosanto diritto di goderlo, buono e domato a sciogliere il gelo degli uomini. Tutti hanno il diritto ad un estate senza paura ed ad un inverno clemente.

Quel fuoco non ha smesso mai di bruciare nell’incendio senza fine della tua vita. E non erano sempre fiamme visibili quelle che hanno arso la tua esistenza, non c’erano ceneri e carboni a significare la devastazione e nemmeno ferite che dilaniavano ancora il tuo corpo già dilaniato. Il tuo impegno civile rimane esemplare, la tua onestà una firma indelebile.
Quel fuoco Vanni, quel fuoco che partiva dal cuore e riscaldava la tua idea, il tuo lavoro la tua famiglia, quel fuoco Vanni, nelle persone che ti hanno conosciuto, mai ha smesso di ardere e noi siamo qui, adesso,a soffiare tutti insieme  il nostro respiro su quel resta del tuo essere stato insieme a noi, perché nulla vada perduto.
Eppure quel fuoco, quel fuoco Vanni, quel fuoco sacro come un sacrificio, ogni giorno dei tuoi giorni a volte era devastante, in  altre covava sotto un apparente spegnimento, ma sempre restituiva un calore che traboccava dal tuo vivere: dal tuo impegno civile, da quello familiare, da quello che era il tuo esistere orgoglioso della tua Tempio, della tua Gallura e della tua madre Sardegna.
Si dice, è forse è vero, che dopo un esperienza come la tua, quel giorno a Curraggia, tutto cambia per sempre. Ma quello che non ha cambiato e che è rimasto come un frangi fiamme a difesa dell’onore.Ci ha restituito con forza, quello che il fuoco pensava di aver bruciato ma, quel fuoco che ti ha portato via una parte del tuo corpo non ha potuto bruciare quello che avevi dentro. Inscalfibile.
Quel fuoco che ardeva nella tua compagna che solo qualche mese fa hai accompagnato in quel posto dove adesso la raggiungi ha continuato a bruciare anche se, e lo sappiamo, lei è stato l’ultimo rogo al quale affidare il tuo cuore perché eravate ed ora siete, una cosa sola.
Forse, ci piace crederlo e pensarlo, è stata la sua mancanza ad alimentare la passione che avevi dentro perché tra le tante prove, vivere senza di lei era qualcosa dalla quale non potevi difenderti aveva ragione Don Baingio Pes quando dice:

No si poni risistì
chisti dui estremi folti
lu ‘idetti è la me’ molti
lu no videtti è murì.



Le tue non saranno mai ceneri spente. Noi raccoglieremo l’ultima fiammella della tua vita e accenderemo mille e ancora mille fuochi di bontà e bellezza perché nulla vada perduto, nulla possa essere in ombra e al freddo in questo giorno e tutti gli altri che verranno.

giovedì 30 ottobre 2014

Non sempre, ma di tanto in tanto mi piace anche cazzeggiare del più e del meno. L'invito di Flavio Soriga, "vieni a Nuoro, inventati qualcosa," era irresistibile". Così ho buttato giù questa delirante orazione a favore del leggere responsabile visto che a volte, leggiamo in maniera sconsiderata scriviamo in maniera sconsiderata, esattamente come quando beviamo irresponsabilmente in maniera sconsiderata. Ma l'idea di un reading, a Nuoro, al corso, in una sera d'estate davanti a tanta gente era irresistibile. Così, sfidando la proverbiale suscettibilità barbaricina, l'Atene Sarda, le Grazie Deledda, i Satta (Bosti e Bobore) e I Fois e chi più ne ha più ne metta ho "Recitato" questa cosa che non è male. Fa ridere e anche un po pensare. Michele
.

martedì 28 ottobre 2014

Mi piace perdermi e ritrovarmi. Lasciare strade conosciute e prenderne altre di cui non conosco la direzione. Dopo il Sangue di Cristo, Le Botteghe, Labiritmica ed altre storie eccone una che si va a sistemare dentro quel percorso che nasce da un paese dal nome improbabile e  si allarga fino a contenere nuove emozioni. Spero di continuare a raccontare e di perdermi e ritrovarmi in questo fantastico labirinto che è la vita. Spero di continuare ad avere l’amicizia e l‘affetto di persone straordinarie che prendono le mie parole e le portano dopo io non potrei portarle.
Anche questo libro, come gli altri è parte della mia Bottega virtuale dove le parole sono dolci, ferro, legno, ceramica, tessuto, dove non si vende soltanto ma si espone, si offre  allo sguardo del visitatore quello che è il prodotto del mio lavoro. Lo stesso orgoglio, la stessa passione del pane carasau o dei pabassinos, lo stesso sapore del vino e dei liquori io cerco di metterlo dentro le parole che diventano storie e le storie un grande e sterminato mercato dove si incontrano tutte le buone cose del mondo.
Anche le nostre Botteghe del Labirinto sono una storia dove ognuno ha portato ciò che ha creato con passione e orgoglio, con amore e determinazione. Il dono più grande che mi/ci hanno dato è stato quello di riunire persone e storie che altrimenti non si sarebbero mai incontrate. Hanno avuto il merito di convincere chi aveva dubbi e di rendere ancora più ostinati coloro che invece credono che non esistono distanze o barriere, muri o confini. Un piccolo paese, dilaniato da una crisi ormai secolare ha dimostrato che solo contando sulle proprie forze, sulla propria anima, si può veramente uscire da questo labirinto che non è solo a Luzzanas ma in ogni parte.
Per questo mi piace pensare che questo romanzo sia la continuazione ideale di questi tre giorni che abbiamo vissuto così intensamente, mi piace pensare che da questo momento tutto quello che faremo sarà esposto nelle prossime botteghe.
E vorrei, veramente vorrei che l'immagine che abbiamo dato di noi rimanga nel cuore di tutte le persone che da ogni dove sono venute a farci compagnia, ad onorarci dei loro passi. Dobbiamo essere fieri di questo, stringere ancora di più le nostre anime intorno ad un unico sentimento.
Non è retorica, no, ma semplicemente la sottoscrizione di un impegno che tutti dobbiamo impegnarci a rispettare.
Michele


venerdì 12 luglio 2013

Letture estive

C'era, un tempo felice, la musica per l'estate e c'erano canzoni che a settembre si chiudevano in un cassetto come gli ombrelli, le pinne, il fucile e gli occhiali. C'erano anche i libri per l'estate. Brillanti, ammiccanti, romantici e sexi, semplici da dimenticare in macchina o da scambiare con i vicini d'ombrellone.

Invece, in questo nostro tempo ristretto, la promessa di un libro da leggere in vacanza è vana come vana è la possibilità di una vacanza. Eppure, a sfogliare tra le offerte, a parte il noir che continua ad affollare le letture degli italiani, qualche titolo da portare in vacanza lo si può trovare, magari, per staccare veramente da tutto il resto delle cose.

Non voglio consigliare una lettura in particolare quanto segnalare quelli che mi hanno particolarmente colpito: tra questi Rosa Candida di Ólafsdóttir Audur Ava, 2012, Einaudiuna  scrittrice islandese che nonostante la provenienza artica sfoggia una scrittura mediterranea ed una passione inaspettata. Una insolita e delicata storia di rapporti familiari dove la malinconia e l'amore si contendono la scena dentro una storia affascinante quanto essenziale. Lo consiglio come libro tisana per depurar gli occhi e l'anima, come un aspirina per imprecisabili dolori da quotidianità, come elisir per una lunga vita romantica."Rosa candida riesce a fare quello che ogni lettore si aspetta da un libro: trasportarti in un luogo sicuro, al di fuori del tempo, in uno stato di perfetta innocenza e felicità. Un luogo non molto diverso, a pensarci bene, da quello che raggiunge il giovane Lobbi, giardiniere per vocazione e genitore per caso: il roseto incantato di uno sperduto monastero. Qui un monaco cinefilo si prenderà cura di lui, delle sue rose e delle sue paure. Ma la cosa piú grande che imparerà il candido e stralunato Lobbi sarà lessere padre." Disponibile in carta e digitale è la prima scelta di questo mese.



Mese che risulta contaminato dallo Strega che quest'anno ricomincia a premiare chi osa andare oltre lo schema del romanzo e fonde mirabilmente la sindrome di Saviano con quella della letteratura, prediligendo, cosa rara, di sfidare la realtà dipingendola dal vero.Walter Siti con Resistere non serve a niente,Rizzoli 2013 racconta la vera Italia attraverso le vicende di un financial  Killer, raccontate su commissione da uno scrittore. Riferimenti a personaggi reali e a situazioni conosciute ci portano dentro una realtà che molti di noi sfiorano appena ma che nasconde molte delle risposte ai danni mortali che la finanza internazionale reca ogni giorno alle economie dei paese dove svolge la sua attività che definire illegale è poca cosa. Per gli appassionati del business, per chi si crogiola nell'alfabeto dei nuovi Fenici, il libro è una bibbia apocrifa scritta dagli apostoli del capital gain. Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt'altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. C'è solo da sperare che la quota capitale della fantasia dell'autore sia superiore a quella della realtà, più che un romanzo, una vera e propria guida al denaro e ai suoi derivati.



Terzo titolo nettamente in contrasto con i precedenti ma con i quali si integra come una vitamina è la Storia delle Storie, Arkadia 2013,  un saggio 


racconto di Bepi Vigna, scrittore prestato al fumetto (con un subappalto cinematografico e televisivo)  che racconta, stavolta senza i balloon, il cammino delle storie attraverso il tempo. Diciamo subito che dalla penna di Bepi ci si aspetta sempre qualcosa di nuovo e stimolante e che la lettura, a tratti è per addetti ai lavori. Ma questo non toglie il piacere di seguire come nel tempo l'arte del raccontare si sia evoluta fino ad arrivare ai giorni nostri anche se, legittimamente, il giovin scrittore, vorrebbe trovarvi i segreti della scrittura e la ricetta per un best seller. Forse per chi è dentro questo mondo alcuni tratti possono sembrare scontati e superflui (ad esempio manca una parte specifica sul raccontar sardo in sardo) e che le considerazioni possono sembrare scolastiche. Ma avere in un unico volume il tracciato del cuore letterario del mondo, non è cosa da poco. E poi, diciamo la verità qual'è il cuoco che spiega sul seri ogli ingredienti della sua ricetta? Quale chimico svela formula del suo prodotto. Diciamo allora che questo libro è un apripista, meglio un grimaldello per scardinare il segreto della narrazione. Contiene tutti gli ingredienti, al lettore il compito di rimettere insieme i pezzi e raccontarne una nuova.

MPL 2013


giovedì 4 luglio 2013

Ho visto il cielo da dove lo guardano le nuvole



Ho visto il cielo da dove lo guardano le nuvole, dovrei ora avere paura di guardare la terra da dove l’osserva l’erba o un fiore? L’infinito è dovunque, non esistono barriere che possano fermarlo, ne misure che possano ridurlo a qualcosa di conosciuto ed anche sollevarsi per un solo istante è volare.

Dovrei avere paura delle lacrime dopo aver visto nascere la pioggia più in alto di ogni tristezza del cuore o lasciarmi prendere dal panico dell’assenza di un corpo? E’ stato leggero il mio e questa leggerezza ritorna, impalpabile come una piuma, basta anche solo il vostro respiro per farla continuare a volare.

Adesso io sono aria, posso risalire la linea dei vostri volti, sollevare i vestiti e scuotere i capelli e mixare polvere e polline, semi e profumi in un solo vento che racconta di me in un solo volo, io sono aria, concerto silenzioso di suoni che solo l’anima può ascoltare.

Sono pensiero nei vostri pensieri, pane sulla vostra tavola, vino nelle vostre labbra: che importa se non sono vicino o visibile, basta non essere distante: Animo amici! forza e bellezza ancora accompagnano la vita! 
Guardate il volo di un aliante o le ali di una farfalla, hanno ali uguali eppure non sono speciali è il dono del volo che li rende unici

Io mi ricordo di ognuno di voi ed ogni ricordo mi appartiene. Un vostro gesto, un sorriso ed un saluto li posso riconoscere anche al buio. Li sento, tutti questi anni, sono accanto a me a difendermi: ed allora, non dite a nessuno che sono andato via, non dite che sono partito. Lasciate le mie cose sulla strada perché tornando possa ritrovarle e riprenderle, lasciate le mie canzoni sopra tutte le chitarre e il sorriso di mia figlia a ricordare il posto, la mia casa.
Lasciate aperto il cuore perché l’amore possa ritornarvi.

Non chiudete le vostre bocche al dolore amici, lasciate la vostra voce a farmi da guida in questo momentaneo silenzio del mio corpo. Siate felici.
Che se viene la notte non saremo soli, anche al buio ci riconosceremo e indosseremo la grazia delle ombre e saremo eleganti come in un giorno di festa e forti, coraggiosi senza paura, come quando da giovani aspettavamo il futuro a braccia aperte senza temere ciò che avremo incontrato.


Ecco sono pronto. 
Lasciate andare via il dolore, adesso, sciogliete il pianto in un piccolo sorriso, liberate il cuore dalla sofferenza, noi siamo angeli con le ali in prestito che dobbiamo restituire intatte. 
Non Fermate il Volo, non lasciate che terra sommerga i vostri passi, lasciate libero lo spirito.

Noi siamo angeli al servizio dell’immenso
Pastori di nuvole
Costruttori di stelle
Marinai del cielo
Aviatori di terra


Nessuno può togliervi ciò che vi ho dato 
e nulla oscurare quello che avete avuto
canta per me e per noi figlia, 
prepara il mio letto madre, 
spalanca la tua casa moglie, 
e dammi ancora un tuo consiglio padre
ed il tuo tempo dolce e prezioso fratello 
e la tua allegria amico, 
e la tua sconfinata bellezza, oh vita
che mi onoro di aver vissuto
e che neanche per un istante ho mai perduto
ora che brilla come un anello tra le mie dita.
Meravigliosa & Infinita.




  Principessina, un brano di Gianfranco Cossu   Cos’altro è la musica se non un bozzolo invisibile che avvolge un essere vivente ancora in...