mercoledì 11 luglio 2012

Venerdì 13 luglio siamo a Nulvi, un posto fantastico, città dei Candelieri insieme a Sassari Ploaghe e Iglesias, ci incontriamo nel chiostro di Santa Tecla, nell'ex convento, per parlare del romanzo ma anche per ascoltare le canzoni suonate dagli Undas di Giovannino e per passare insieme una bella serata. Vi va l'idea? gli amici dell'associazione Su Siddau vi aspettano,e vi aspetto anche io, ciao ciao Michele

mercoledì 23 novembre 2011

Il Premio? Ma quale Premio!!!

Il Premio
rispondo a chi mi ha scritto ponendomi una domanda inutile quanto imbarazzante: sei mai stato premiato per il tuo lavoro artistico?
Imbarazzante! No. Non ho mai ricevuto personalmente nessun premio ma le persone alle quali ho dato il mio contributo, testi ed idee sono state premiate. Però questo mi fa pensare, ad esempio, il premio Tenco dato al disco di Elena Ledda e Andrea Parodi Rosa Resolza ( scritto così prendendo un testo scritto per Elena Ledda nell'Album Maremannu e cambiato per motivi di copyright in quanto il disco Maremannu è di proprietà di un editore tedesco)per il 70 per cento l'ho scritto io (parlo dei testi a partire dal titolo). Anche le canzoni di Andrea Parodi sono state premiate e riconosciute come pietre miliari della musica world.Come solista, da Abacada a Soneanima, passando per Inghiros &C. le parole sono nate qui, dallo stesso computer dal quale scrivo queste parole) Ma Stefania mi chiedi: e a te? A me, cara Stefania il premio non interessa!!! mi basta sapere che quelle parole sono le mie, se poi il premio, inteso come coppa del nonno/a va ad altri, questo è il feroce dictat del business che chi utilizza le ie cose accetta. Quando Elena fa lo spettacolo Amargura, o Catte fa Muidas o Mamajana, o Ambra Pintore Muriga o..o...mi fermo qui, per me il lavoro è compiuto. Cantano, recitano le mie parole. Mi sembra che il premio, a volte sia un riconoscimento postumo dettato da certe linee di politica artistica che non vanno confuse con la creatività, che è dono di pochi (!)
Il premio è sapere che in molte cose che accadono c'è la tua mano, che poi queste siano ripagate da una coppetta di latta o da un assegnino non conta, io so bere alla fonte, dalle mie mani, perchè conta l'acqua, mica il bicchiere e così il sapore è pulito, puro. Comunque Stefania, ti ringrazio per avermi dato l'occasione di dire queste parole. Il premio più importante è quello che hai scritto sul mio libro e questo è il solo giudice che riconosco. Per fortuna un libro te lo leggi e te lo canti da sola. Michele Pio Ledda

mercoledì 2 novembre 2011

grazie

al mio bellissimo paese, Benetutti, che ha accolto il mio libro come uno di casa il primo Grazie.
Che non mi ha fatto sentire ospite.
Grazie alla Associazione Sant'Elena,A Mario perchè mi hanno fatto tornare senza essere mai partito. per il dolce dei dolci e la dolcezza delle parole,
Grazie al Sindaco, al Comune,
alla Pro Loco e all'Avis.
Grazie a Don Satta e a Francesca.
Grazie a tutti quelli che c'erano
Grazie a quelli che non son venuti, perchè mi danno motivi per tornare ancora.

Grazie a Mario, Daniele e Pinuccio, testimoni di un tempo che ne ha creato un altro

Grazie alla mia vecchia scuola media, al ricordo dei professori, dei compagni di banco e dei bidelli.
Grazie a questo mio piccolo libro che mi ha permesso di non dimenticare.

mercoledì 26 ottobre 2011

MarcoBaleno


Ben tornato a casa Sic, ben tornato in quel posto dal quale nessuno può più portarti via. Ti scrivo queste cose, per me, per quelli che restano, per quelli che ancora vogliono credere che tu in qualche modo ascolterai queste parole.
Non è così, lo sappiamo ma facciamo finta di niente. Ti scrivo queste cose, mi scrivo queste cose perché correre è anche mandare le nostre ruote oltre la pista ed il traguardo, il traguardo non è una bandiera a scacchi dove la vita e la morte giocano l'eterna partita.Il traguardo è oltre la pista.
L'altro giorno è tornata uguale la stessa disperata sensazione del giorno in cui è morto Gilles: panico, paura perché torno a sentirmi solo in questo mondo dove tutto è quello che non vogliamo. Tutto è palcoscenico e pochi vogliono stare dall'altra parte, preferiscono stare li a guardare, osservare, curiosare protetti non da un casco ma da uno scudo inscalfibile.
Mi chiedo perché solo qualche giorno prima, il Sic era un pericolo in pista, uno che cade troppo e vince mai - certo, i numeri fanno la differenze, le classifiche dicono di te più di ogni altra performance. a non è così, sappiamo che non serve a niente vincere cento mondiali se il vero mondiale non lo vinci dentro di te.
Ripeto, scrivo per me, se propro devi sentire qualcosa spero che sia qualcosa di più di queste mie parole, e proprio sei da un altra parte, spero per te sia meglio di questa, che si accorge adesso, sulla scia di una vita altrui che esiste un altra vita, un altra cosa che a pochi dato conoscere. E non ero neanche un tuo tifoso, no. Ma quando ti vedevo correre pensavo che per uno come me che non va in moto, quello E' Andare in Moto. Vengo da un tempo di cose bruciate in fretta, di niente messo da parte, di vite che si accontentano del piazzamento e che non sanno distinguere tra un sorpasso per il quinto posto e le noie meccaniche, o la gomma che non va o chissà cos'altro per trasformare la codardia in mestiere, la paura in tattica, la vigliaccheria in strategia.
No, ragazzino, non è così, me lo dico, e lo ripeto quando ogni giorno anche io combatto per mettere la mia ruota davanti ad un altra, poco importa che sia per il primo posto, basta che sia un po più avanti di un altra.
La vittoria è superare il nostro limite utilizzando quello che i nostri meccanici ci mettono sotto il sedere, i miracoli li fanno chi ha sponsor superiori, che sono solo interessati a vedere il loro marchio davanti agli altri.
Ti dico solo ben tornato a casa, ora, in quel posto, può cadere la pioggia e non dovrai cambiare pneumatico, il sole potrà scagliare il suo fuoco e non avrai bisogno di un termometro per capire quanto la tua moto aderisce sull'asfalto della della vita e neanche di un meccanico per dare al tuo motore qualcosa in più.
Ben tornato a casa Sic goditi finalmente la tua terra, la tua, solo la Tua.

venerdì 21 ottobre 2011

28 ottobre Benetutti


Non credo molto al concetto che nessuno è mai profeta in patria ma la presentazione del 28 ottobre, a Benetutti, il mio vero ed unico paese mi mette una certa ansia. Non tanto per il paese in se quanto perché è una di quelle occasioni in cui ti confronti col passato, il momento in cui tiri le somme della tua esistenza. Credo molto in un concetto di letteratura, che per essere valida deve partire dal particolare per diventare universale.Credo che il mondo si possa raccontare partendo dal proprio cortile, dalla propria strada, dal proprio piccolo spazio che se valido, contiene in se, tutto il mondo. E' un concetto di umiltà eppure contiene una grande ambizione che quando ti metti a scrivere, se lo fai con serietà, non puoi non tenere conto.Ma dopo diverse presentazioni, questa di Benetutti è in realtà la prima. Come essere stato con tante donne ma non ancora con quella che veramente conta, con quella che ti fa sentire lei e solo lei la prima volta. Benetutti, come del resto molti paesi ha realtà difficili e contraddittorie, non stiamo li a scavare. Ma essendo il mio, è chiaro, che l'indulgenza si fonde con l'amore e tutto diventa parte di una cosa inscindibile. Certo ho ambientato il mio romanzo tra le sue case e le sue strade, ma la storia è di fantasia, le vicende immaginarie eppure ho sempre la sensazione che a qualcun possa sembrare una storia vera, che i personaggi e le vicende siano ricavate dalla realtà. In effetti la realtà è piena di tante cose che a volte sembrano inventate e la finzione spesso, proprio per qusta sua natura, sembra al contrario veritiera. Però tornare in quel posto, presentare il mio libro mi fa un certo effetto, mi fa quasi sentire in colpa per non fa più parte di quella comunità, di non coscere i figli dei miei amici, di non trovare più persone care o conoscenti. Mi pare di tornare in un posto sconosciuto pur sapendo che non lo è per il cuore.Spero che a loro il libro piaccia, spero che anche al mio libro piaccia, ritrovarsi per un istante insieme a loro, a casa sua.Michele

lunedì 1 agosto 2011

Undici

Esce ad Agosto Muidas, il cd, meglio, il lavoro fatto con Alessandro Catte, un musicista completo, un artista appassionato col quale la collaborazione è stimolo, piacere e scoperta. Un disco bellissimo.
Un anno molto importante, un libro che piace a tutti, Il Sangue di Cristo che purtroppo ancora, non ha una grande distribuzione ma che sono convinto, troverà la strada. Poi i brani per un progetto entusiasmante: Il Colore dei sogni, delle Melodis con le voci della lirica che incontrano temi musicali inediti. due brani miei: Brindo alla sera e Maestro Mistral,da ascoltare assolutamente!
Ora siamo preparando una presentazione a Bosa, per fa incontrare il mio Arvisionau col Malvasia ( che già si conoscono, hanno riposato nello stesso letto)poi, Settembre Cabidanne...chissà.

  Principessina, un brano di Gianfranco Cossu   Cos’altro è la musica se non un bozzolo invisibile che avvolge un essere vivente ancora in...